Le chips dei casinò online: storia e funzione

Quando pensiamo a un casinò, sia online che reale, una delle prime cose che ci vengono in mente sono le chips, o fiches se vogliamo chiamarle con la dizione francese. Tutti sappiamo più o meno a cosa si riferisce questo termine: a quelle piccole tessere colorate che hanno la capacità di rappresentare una somma di denaro, la quale può essere molto piccola ma anche molto grande. Tutto dipende infatti dalla scelta e dalla capacità di scommessa del giocatore. Ma la caratteristica ancora più curiosa è che al di fuori del casinò, quelle tessere non valgono nulla: sono solo dei pezzi di plastica.

Che l’uomo abbia avvertito la necessità di provare l’adrenalina e l’emozione del rischio, è normale. Ma da quando questo è avvenuto? Dalla notte dei tempi! L’origine delle chips infatti è molto risalente e arriva fin alle origini della storia del gioco. La loro funzione originaria era la stessa di quella di oggi: rappresentare un valore. Magari non saranno state delle tessere di plastica, ma in ogni caso rivestivano la stessa identica funzione delle fiches di oggi.

Le origini delle fiches, fino a oggi

Poche cose rappresentano i casinò come le chips. Quando pensiamo alla pila di tesserine colorate ammucchiate davanti a un giocatore al tavolo verde, capiamo subito di avere davanti a noi un giocatore molto abile, ma anche molto fortunato. Allo stesso tempo, se da una parte c’è un player che gioisce, dall’altra ce ne sarà uno che sarà un po’ più triste per aver perso le sue chips.

Ma vediamo di capire meglio la storia di queste icone del tavolo verde, passo dopo passo:

·         Le fiches nascono, ufficialmente, con il poker, verso la metà dell’800. Anche prima venivano utilizzati degli oggetti che rappresentavano un valore come monete, pezzi d’avorio o d’oro, ma questo sistema si rivelava poco corretto, e facile a truffe.

·         La prima vera e propria fiche, come la conosciamo oggi, venne creata nel 1880. Da allora si stabilì un modello che venne seguito in tutta l’industria del gioco d’azzardo e che divenne un’icona nei secoli a seguire. Una curiosità: le prime chips erano rotonde, solo in seguito si diffuse la forma quadrata.

·         Oggi le chips hanno un peso che si attesta tra gli 8 e i 10 mg, e sono perlopiù realizzate in ceramica. Ogni casinò ha la proprie fiche e l’evoluzione ha portato alla creazione di chips sempre più sottoposte a controllo, attraverso dei numeri seriali o dei contrassegni.

A questo punto ti sarà sorta una domanda: ma che succede se un giocatore introduce in un casinò una chip simile in tutto e per tutto a quelle usate nelle case da gioco? La risposta è molto semplice: la reazione dei croupier e della sicurezza è immediata. Chiunque, all’interno dello staff del casinò, si accorgerebbe subito che quella chip è un’infiltrata: meglio quindi non provarci nemmeno!

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